Il cambiamento è azioneTempo di lettura stimato: 4 minuti

“Sarebbe bello se l’universo ci fornisse una traccia evidente, magari una bussola gigantesca che indica la direzione da prendere! In effetti, la bussola c’è: per trovarla dobbiamo solo guardare nel profondo del nostro essere e scoprire il desiderio più puro della nostra anima, il suo sogno per la nostra vita.”

Deepak Chopra

Il cambiamento è una costante della vita e, se vogliamo vivere bene e in armonia, dobbiamo sintonizzarci sulla frequenza del cambiamento perché fa parte della naturalità delle cose.

Spesso viviamo senza questa consapevolezza ma in una realtà illusoria dove le cose rimangono ferme a lungo, ma ferme non sono.

La resistenza al cambiamento

Noi opponiamo resistenza al cambiamento poiché esso presuppone sempre una morte e una rinascita, quindi un certo grado di dolore oltre che di gioia.

Se ci opponiamo a questo processo continuo e naturale, allora lì si crea attrito, blocco e sofferenza. Nulla può entrare nella nostra vita se prima non si fa spazio; in realtà non è la situazione in sé che ci procura la sofferenza maggiore, ma la nostra decisione di rimanere inchiodati ad essa.

Ci raccontiamo che non ne siamo capaci, che abbiamo troppa paura, ma il più delle volte ci stiamo imbrogliando. Per cambiare le situazioni che non ci piacciono dobbiamo prendere delle decisioni. Avremo preso una decisione solo quando ad essa faremo seguire un’azione. La decisione è azione, è movimento, così come il lento e inesorabile movimento del tempo della nostra vita al quale potremo abbandonarci e affidarci, assecondandolo invece di cercare di controllarlo.

È importante fare un’azione, smettendo di rimuginarci continuamente sopra, calcolando costi e benefici, pro e contro di una decisione. Se non muoviamo un passo ma pensiamo sempre ai vari passi che potremmo fare calcolando quale possa essere il migliore, rimaniamo sempre sul piano mentale e razionale.

Invece decidere è azione, è sbilanciarsi, è scegliere uno tra i tanti passi che abbiamo pensato. Certo ci abbiamo ragionato sopra, ma la vera spinta al movimento ci viene dal nostro profondo Se’, che possiamo decidere di seguire oppure no.

Ad un certo punto dobbiamo smettere di ragionare e pensare, prendere la decisione di seguire una cosa che ci indica il nostro profondo sentire, il nostro cuore, che sia la volontà di seguire un desiderio da realizzare o la necessità di interrompere un ciclo che ci fa soffrire (due facce della stessa medaglia)

Decidere di agire

A volte è necessario e sufficiente rompere l’immobilismo con un’azione precisa e poi si vedrà, poi si capiranno tutte le cose, poiché già il fatto di aver avviato il cambiamento con un piccolo primo passo ci ha resi già diversi. Noi pensiamo che ci renda diversi sempre in peggio, che andremo a soffrire di più, ma non è mai così se seguiamo la direzione del nostro profondo bene.

Fondamentalmente non vogliamo mai pagare il prezzo che ci costa (e ci costa) il dover lasciare la situazione, la persona, la convinzione, l’abitudine che ci ha tenuto legati ad una dimensione che ad ora valutiamo non più in linea con la nostra felicità.

È oggi che costruiamo il nostro futuro, partendo dal presente e tenendo conto del nostro passato.

È il flusso della vita, e finché siamo immersi in questo flusso, accettandolo, e accettando l’alternanza di bene e male e gioia e dolore, connessi con il nostro profondo Sé, staremo bene e in armonia. Solo quando penseremo di fermare questo flusso, ad esempio di bloccare un evento gioioso che magari vogliamo rimanga per sempre o di bloccarci vivendo un evento doloroso che non riusciamo o non vogliamo superare, è lì che saremo inseriti in una dimensione di morte, perché il blocco è la morte, e la vita è continuo cambiamento e trasformazione.

Sta sempre a noi decidere se vogliamo vivere nell’ambiguità o prendere una strada precisa, tenendo conto che prendere una strada precisa ci costerà sempre molto, poiché lasciamo indietro tutto ciò che non abbiamo scelto, e tenendo anche conto che il nostro non scegliere e rimanere dell’ambiguità è esso stesso la morte dell’anima e ci porterà sempre ad incontrare persone ambigue e a vivere situazioni ambigue di cui poi si lamenteremo.

Se abbiamo fiducia che ce la possiamo fare, abbiamo già la vittoria in tasca; sempre viaggiando in quel filo sottile che separa i nostri limiti dall’essere reali all’essere un alibi per rinunciare.

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Dott.ssa Lucina Cicioni – Psicologa Psicoterapeuta

Specializzata in Psicoterapia Analitica Esistenziale, iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo dal 12/02/2000 con il n° 567.

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